Codice Etico



1.1 Principi generali

La Società ha come principio imprescindibile il rispetto delle leggi e regolamenti vigenti in tutti i paesi in cui essa opera e vieta i comportamenti che ne costituiscono violazione; tra questi in particolare i comportamenti illeciti previsti dal DLgs 8 giugno 2001 n. 231 e successive modifiche ed integrazioni.
La Società inoltre si attiene ai principi di concorrenza leale, onestà, integrità, correttezza e buona fede, nel rispetto degli interessi legittimi dei clienti, dipendenti, azionisti, fornitori, creditori e delle collettività in cui è presente con la propria attività.
La Società promuove la conoscenza delle leggi e dei comportamenti conseguenti da parte dei propri dipendenti e, qualora esistessero dei dubbi su come procedere, li informa adeguatamente.

1.2 Obblighi di organi e dipendenti

Gli organi ed i dipendenti della Società sono tenuti al rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti in tutti i paesi in cui la Società opera. Sono tenuti inoltre al rispetto del presente codice etico, fermo naturalmente restando ogni altro obbligo di diligenza e fedeltà verso la Società e di osservanza delle disposizioni di questa.
La Società assicura un adeguato programma di formazione e sensibilizzazione continua sulle problematiche attinenti al codice etico.

1.3 Obblighi di consulenti, collaboratori, ecc.

I consulenti, collaboratori, fornitori, clienti e chiunque abbia rapporti con la Società è tenuto al rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti in tutti i paesi in cui la Società opera, nonché delle regole organizzative e procedimentali adottate dalla medesima, tra cui in particolare di quelle espressamente previste per la prevenzione della commissione di reati. Non sarà iniziato o proseguito nessun rapporto con chi non intenda allinearsi a tale principio.

L’incarico a tali soggetti di operare in rappresentanza e/o nell’interesse della Società nei confronti della Pubblica Amministrazione deve essere assegnato in forma scritta e prevedere una specifica clausola che vincoli al rispetto del presente codice etico; in ogni caso, il compenso da corrispondere dovrà essere esclusivamente commisurato alla prestazione indicata in contratto, ed effettivamente resa alla Società, e i pagamenti non potranno essere effettuati a un soggetto diverso dalla controparte contrattuale né in un paese terzo diverso da quello delle parti o di esecuzione del contratto.

1.4 Rapporti con i lavoratori

La Società rispetta la normativa vigente in materia di lavoro, con particolare attenzione al lavoro minorile e delle donne ed a quanto disposto dalla legge in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
La Società rispetta gli obblighi di legge in tema di diritti sindacali o comunque di associazione e rappresentanza.

1.5 Rapporti con i clienti

La Società persegue i propri obiettivi attraverso l’offerta di prodotti e servizi di qualità a condizioni competitive e nel rispetto di tutte le norme poste a tutela della leale concorrenza e ricerca l’apprezzamento di chi richiede i propri prodotti e servizi.

1.6 Rapporti con i fornitori

La Società seleziona i fornitori e gestisce i rapporti con questi in modo da non precludere ad alcuno che sia in possesso dei requisiti richiesti la possibilità di fornire alla Società medesima i propri prodotti e/o servizi a condizioni competitive.
La Società fa rispettare ai propri fornitori:

    • la normativa vigente in materia di lavoro, con particolare attenzione al lavoro minorile e delle donne ed a quanto disposto dalla legge in materia di salute e sicurezza sul lavoro,
    • gli obblighi di legge in tema di diritti sindacali o comunque di associazione e rappresentanza.

1.7 Rapporti con i terzi

La Società evita in ogni modo situazioni ove i soggetti coinvolti nelle transazioni siano, o possano essere, in conflitto di interesse, con particolare riferimento a interessi personali o familiari che potrebbero influenzare l’indipendenza del giudizio o interferire con la capacità di assumere in modo imparziale decisioni su quale possa essere il migliore interesse della società e il modo più opportuno per perseguirlo nel rispetto delle norme del modello di organizzazione e gestione

1.8 Rapporti con la Pubblica Amministrazione

Nella partecipazione a gare indette dalla Pubblica Amministrazione ed in ogni trattativa o rapporto con questa gli organi ed i dipendenti della Società devono operare nel rispetto della legge, dei regolamenti e della corretta pratica commerciale.
In particolare, sono vietati nei confronti dei pubblici dipendenti o di funzionari che agiscono per conto della Pubblica Amministrazione o interlocutori commerciali privati, quando siano concessionari di pubblico servizio, tutti i comportamenti che, pur rientranti nella normale prassi commerciale, violano la legge e/o i regolamenti o siano comunque percepibili come una ricerca di favori.
Nel corso di una qualsiasi trattativa d’affari, richiesta o rapporto con la Pubblica Amministrazione sia in Italia che all’estero sono vietati, a mero titolo esemplificativo, i seguenti comportamenti ed azioni, tenuti ed intrapresi sia direttamente da organi o dipendenti della Società, sia tramite persone che agiscano per conto di questa: promettere, offrire o in alcun modo fornire denaro, doni od omaggi a dirigenti, funzionari o dipendenti della Pubblica Amministrazione o a loro coniugi, parenti od affini, sia italiani che di altri paesi, salvo che si tratti di doni o utilità d’uso di modico valore;
in quei paesi dove è nel costume offrire doni a clienti od altri, è possibile agire in tal senso quando questi doni siano di natura appropriata e di valore modico, ma sempre nel rispetto delle leggi locali;
offrire od accettare qualsiasi oggetto, servizio, prestazione o favore di valore per ottenere un trattamento più favorevole in relazione a qualsiasi rapporto intrattenuto con la Pubblica Amministrazione; in generale promettere o fornire, anche tramite aziende terze, lavori/servizi di utilità personale;
tenere comportamenti comunque intesi ad influenzare impropriamente le decisioni dei pubblici dipendenti e funzionari che trattano o prendono decisioni per conto della Pubblica Amministrazione;
fornire o promettere di fornire, sollecitare o ottenere informazioni e/o documenti riservati o comunque tali da poter compromettere l’integrità o la reputazione di una od entrambe in violazione dei principi di trasparenza e correttezza professionale tra le parti; far rappresentare la Società da un consulente o da un soggetto “terzo” quando si possano creare conflitti d’interesse.
In ogni caso i consulenti o soggetti “terzi”, ed il loro personale, eventualmente utilizzati dalla Società per essere rappresentata nei rapporti verso la Pubblica Amministrazione sono soggetti alle stesse direttive che vincolano i dipendenti della Società;
esaminare o proporre opportunità di impiego e/o opportunità commerciali o di qualsiasi altro genere che possano avvantaggiare dipendenti della Pubblica Amministrazione (o loro coniugi, parenti od affini) a titolo personale;
promettere od offrire la prestazione di consulenze.
I comportamenti descritti sono vietati anche una volta che la trattativa d’affari, richiesta o rapporto con la Pubblica Amministrazione siano conclusi, se tenuti nei confronti dei pubblici dipendenti e funzionari che hanno trattato o preso decisioni per conto della Pubblica Amministrazione.
Sempre a mero titolo esemplificativo è vietato assumere alle dipendenze della Società ex impiegati della Pubblica Amministrazione (o loro coniugi, parenti od affini), che abbiano partecipato personalmente e attivamente alla trattativa d’affari, o ad avallare le richieste effettuate dalla Società alla Pubblica Amministrazione.

1.9 Procedimenti giudiziari

Nei processi civili, penali o amministrativi, gli organi e dipendenti della Società non devono intraprendere (direttamente o indirettamente) alcuna azione che possa favorire o danneggiare indebitamente una delle parti in causa; in particolare sono vietati, tra gli altri, i comportamenti e le azioni indicati all’articolo precedente, né, con particolare riferimento ai processi penali, indurre, con violenza o minaccia o con offerta o  promessa di denaro o di altra utilità, a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci la persona chiamata a rendere davanti all’autorità giudiziaria dichiarazioni utilizzabili in un procedimento penale, quando questa ha la facoltà di non rispondere.

1.10 Sistemi informatici o telematici – Delitti informatici e trattamento illecito di dati

È vietato accedere in maniera non autorizzata ai sistemi informativi utilizzati dalla Pubblica Amministrazione od alterarne in qualsiasi modo il funzionamento od intervenire con qualsiasi modalità cui non si abbia diritto su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico o a questo pertinenti per ottenere e/o modificare indebitamente informazioni a vantaggio della Società o di terzi, o comunque al fine di procurare un indebito vantaggio alla Società od a terzi.
È inoltre vietato:

    • accedere abusivamente ad un sistema informatico o telematico; detenere e diffondere abusivamente codici di accesso a sistemi informatici o telematici,
    • diffondere apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico,
    • intercettare, impedire o interrompere illecitamente comunicazioni informatiche o telematiche; installare apparecchiature atte a tali scopi,
    • danneggiare informazioni, dati e programmi informatici in genere o utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità; danneggiare sistemi informatici o telematici.

1.11 Finanziamenti ed altre agevolazioni

Nella richiesta allo Stato o ad altro ente pubblico od alle Comunità europee o ad organismi di Stati esteri di contributi, sovvenzioni o finanziamenti, gli organi ed i dipendenti della Società coinvolti in tali procedure devono:
a) attenersi a correttezza e verità, utilizzando e presentando dichiarazioni e documenti completi ed attinenti le attività per le quali i benefici possono essere legittimamente ottenuti, una volta ottenute le erogazioni richieste, destinarle alle finalità per le quali sono state richieste e concesse.

1.12 Monete, carte di pubblico credito e valori di bollo, biglietti di trasporto, strumenti o segni di riconoscimento

Nell’esercizio dell’attività sociale gli organi e dipendenti della Società non devono:

    • contraffare o alterare in qualsiasi modo monete nazionali o straniere, filigrane o valori di bollo, carte di pubblico credito,
    • acquistare o comunque ricevere, detenere, spendere o mettere altrimenti in circolazione monete contraffatte o alterate o filigrane o valori di bollo falsificati, programmi informatici o strumenti destinati esclusivamente alla contraffazione o alterazione di tali valori,
    • contraffare o alterare biglietti di strade ferrate o di altre pubbliche imprese di trasporto, ovvero acquistare o mettere in circolazione tali biglietti contraffatti o alterati;
    • contraffare o alterare marchi o segni distintivi, nazionali o esteri, delle opere dell’ingegno o dei prodotti industriali, nonché brevetti, disegni o modelli industriali, nazionali o esteri;
    • fare uso di marchi o segni distintivi, nazionali o esteri, nonché di brevetti, disegni o modelli, contraffati o alterati;
    • introdurre nel territorio dello Stato prodotti con segni falsi o commerciarli.

1.13 Esercizio dell’attività sociale

Nell’esercizio dell’attività gli Amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari e loro collaboratori non devono:

    • restituire i conferimenti ai soci o liberarli dall’obbligo di eseguirli, fuori dei casi di legittima riduzione del capitale sociale, o effettuare riduzioni del capitale sociale o fusioni con altra società o scissioni, in violazione delle disposizioni di legge a tutela dei creditori,
    • ripartire utili o acconti su utili non effettivamente conseguiti o destinati per legge a riserva, ovvero ripartire riserve non distribuibili a termini di legge,
    • acquistare o sottoscrivere azioni o quote sociali, emesse dalla Società o dalla società controllante, se non nei casi consentiti dalla legge,
    • formare od aumentare fittiziamente il capitale della Società mediante operazioni non consentite dalla legge.

Nell’esercizio dell’attività gli Amministratori devono dare notizia agli altri Amministratori e al Collegio Sindacale di ogni interesse che, per conto proprio o di terzi, abbiano in una determinata operazione della società; o, quando Amministratore Delegato od Unico, devono astenersi dal compiere l’operazione.

1.14 Risultati dell’attività sociale

Nella formazione del bilancio, dei documenti preparatori o di altri documenti similari, gli organi e tutti i dipendenti comunque coinvolti in tale attività devono comportarsi correttamente, prestare la massima collaborazione, garantire la completezza e la chiarezza delle informazioni fornite, l’accuratezza dei dati e delle elaborazioni, segnalare i conflitti di interesse, ecc.

Gli Amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari e loro collaboratori devono:

    • rappresentare la situazione economica, patrimoniale o finanziaria con verità, chiarezza e completezza,
    • rispettare puntualmente le richieste di informazioni da parte del Collegio Sindacale e facilitare in ogni modo lo svolgimento delle attività di controllo o di revisione legalmente attribuite ai soci, ad altri organi sociali o alle società di revisione,
    • presentare all’Assemblea atti e documenti completi e corrispondenti alle registrazioni contabili; astenersi da atti simulati o fraudolenti al fine di determinare illecitamente la maggioranza in assemblea,
    • fornire agli organi di vigilanza settoriali (quali Consob, Banca d’Italia, Isvap) informazioni corrette e complete sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria.

1.15 Manipolazione del mercato – Abuso di informazioni privilegiate

Nell’esercizio dell’attività sociale gli organi e dipendenti della Società non devono:

    • diffondere notizie false, ovvero porre in essere operazioni simulate o altri artifici concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari, quotati e non,
    • acquistare, vendere o compiere altre operazioni, direttamente o indirettamente, per conto proprio o per conto di terzi, o raccomandare o indurre altri a compiere taluna di tali operazioni, su strumenti finanziari utilizzando informazioni non pubbliche che potrebbero influire in modo sensibile sui prezzi di tali strumenti finanziari; comunicare le anzidette informazioni ad altri, al di fuori del normale esercizio del lavoro.

In ogni caso è vietato l’utilizzo di informazioni privilegiate e la loro diffusione non autorizzata.

1.16 Rapporti con i terzi

Possono tenere contatti con la stampa solo gli organi ed i dipendenti autorizzati e questi devono far diffondere notizie sulla Società rispondenti al vero.

1.17 Rapporti con le organizzazioni pubbliche

La Società può contribuire al finanziamento di partiti politici, comitati, organizzazioni pubbliche o candidati politici purché nel rispetto delle normative vigenti.

1.18 Salute, sicurezza e ambiente

Nello svolgimento della propria attività, la Società persegue l’obiettivo di garantire la sicurezza e la salute oltre che dei dipendenti dei collaboratori esterni, dei clienti e delle comunità interessate dall’attività stessa e di ridurre l’impatto ambientale.

I principi e criteri fondamentali in base ai quali gli organi e dipendenti della Società prendono:

    • ogni decisione in materia di salute e sicurezza sul lavoro,
    • le misure necessarie per la protezione della sicurezza e salute dei lavoratori, comprese le attività di prevenzione dei rischi professionali, d’informazione e formazione, nonché di approntamento di un’organizzazione e dei mezzi necessari, sono:
    • a) evitare i rischi;
    • b) valutare i rischi che non possono essere evitati;
    • c) combattere i rischi alla fonte;
    • d) adeguare il lavoro all’uomo, in particolare per quanto concerne la concezione dei posti di lavoro e la scelta delle attrezzature di lavoro e dei metodi di lavoro e di produzione al fine di attenuare il lavoro monotono e il lavoro ripetitivo e per ridurre gli effetti di questi lavori sulla salute;
    • e) tener conto del grado di evoluzione della tecnica;
    • f) sostituire ciò che è pericoloso con ciò che non è pericoloso o che è meno pericoloso;
    • g) programmare la prevenzione, mirando ad un complesso coerente che integri nella medesima la tecnica, l’organizzazione del lavoro, le condizioni di lavoro, le relazioni sociali e l’influenza dei fattori dell’ambiente di lavoro;
    • h) dare la priorità alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;
    • i) impartire adeguate istruzioni ai lavoratori.

Tutti, sia ai livelli apicali che a quelli operativi, devono attenersi a tali principi, in particolare quando devono essere prese delle decisioni o fatte delle scelte e, in seguito, quando queste devono essere attuate.
Nello svolgimento della propria attività, la Società persegue l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e di garantire la l’integrità dell’ambiente.
Tutti, sia ai livelli apicali che a quelli operativi, devono attenersi ai principi fissati dal codice penale e dal D.Lgs. 152 /2006 in materia di reati ambientali e di tutela dell’ambiente, in particolare quando devono essere prese delle decisioni o fatte delle scelte e, in seguito, quando queste devono essere attuate.
La Società promuove la conoscenza delle leggi e dei comportamenti conseguenti, anche nello specifico settore di tutela dell’ambiente, da parte dei propri dipendenti e, qualora esistessero dei dubbi su come procedere, li informa adeguatamente.

1.19 Delitti contro l’industria e il commercio (turbata libertà dell’industria commercio, illecita concorrenza, frodi, contraffazioni, segni mendaci)

Nell’esercizio dell’attività sociale gli organi e dipendenti della Società non devono:

    • impedire o turbare l’esercizio di un’industria o di un commercio;
    • compiere atti di concorrenza con violenza o minaccia, commettere frodi nell’esercizio del commercio (consegnando una cosa per l’altra o una cosa diversa da quella dichiarata o pattuita) né contro le industrie nazionali;
    • vendere prodotti industriali con segni mendaci o usurpando titoli di proprietà industriale o in violazione di essi

1.20 Delitti contro la personalità individuale

Nell’esercizio dell’attività sociale gli organi e dipendenti della Società non devono commettere, o consentire o agevolare la commissione di, reati di:

    • riduzione o mantenimento di persona in schiavitù o in servitù, loro tratta, acquisto, alienazione;
    • induzione, favoreggiamento o sfruttamento della prostituzione minorile; sfruttamento della pornografia minorile, realizzazione di esibizioni pornografiche e induzione di minori a queste, produzione, commercio e detenzione, diffusione, anche per via telematica, di materiale pornografico, anche a mezzo di immagini virtuali utilizzanti immagini di minori; organizzazione o propaganda di iniziative turistiche per lo sfruttamento della prostituzione minorile;
    • mutilazione degli organi genitali femminili.
    1. 1.21 Terrorismo ed eversione dell’ordine democratico

Nell’esercizio dell’attività sociale gli organi e dipendenti della Società non devono:

    • promuovere, costituire, organizzare, dirigere, finanziare o partecipare ad associazioni intese a sovvertire violentemente gli ordinamenti economici o sociali costituiti nello Stato ovvero a sopprimere violentemente l’ordinamento politico e giuridico dello Stato;
    • commettere, o consentire o agevolare la commissione di, delitti aventi finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, promuovere, costituire, organizzare, dirigere, finanziare o partecipare ad associazioni aventi tali finalità ovvero fornire o raccogliere fondi che possano essere utilizzati per atti di terrorismo.

1.22 Associazione per delinquere anche di tipo mafioso

Nell’esercizio dell’attività sociale gli organi e dipendenti della Società non devono:

    • associarsi, promuovere, costituire, organizzare o partecipare ad associazioni di tre o più persone allo scopo di commettere più delitti, né far parte di associazioni di tipo mafioso, né promuovere o realizzare scambi elettorali politici-mafiosi;
    • dare rifugio o fornire vitto, ospitalità, mezzi di trasporto, strumenti di comunicazione a taluna delle persone che partecipano a tali associazioni;
    • associarsi allo scopo di ridurre o mantenere in schiavitù o servitù una persona, commettere tratta di persona in schiavitù o servitù, acquistare, alienare o cedere una persona in schiavitù o servitù;
    • associarsi al fine di sequestrare persone allo scopo di estorsione;
    • associarsi per realizzare traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope.

1.23 Associazione finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri o alla produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope

Nell’esercizio dell’attività sociale gli organi e dipendenti della Società non devono associarsi in tre o più al fine di:

    • introdurre, vendere, trasportare, acquistare o detenere nel territorio dello Stato tabacchi lavorati esteri di contrabbando, o
    • compiere qualsiasi attività od operazione, senza l’autorizzazione prevista dalla legge, che abbia per oggetto sostanze stupefacenti o psicotrope, né promuovere, costituire, dirigere, organizzare, finanziare o partecipare ad associazioni con tali fini.

1.24 Ricettazione Riciclaggio Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita

Nell’esercizio dell’attività sociale gli organi e dipendenti della Società non devono:

    • acquistare, ricevere od occultare denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, o comunque intromettersi nel farle acquistare, ricevere od occultare,
    • sostituire o trasferire denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo, ovvero compiere operazioni tali da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa,
    • impiegare in attività economiche o finanziarie denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto.

1.25 Immigrazioni clandestine

Nell’esercizio dell’attività sociale gli organi e dipendenti della Società non devono compiere atti diretti a procurare l’ingresso di taluno o favorirne la permanenza nel territorio dello Stato in violazione delle leggi in materia di immigrazione.

1.26 Intralcio alla giustizia

Nell’esercizio dell’attività sociale gli organi e dipendenti della Società non devono:

a) indurre le persone chiamate a rendere davanti alla autorità giudiziaria dichiarazioni utilizzabili in un procedimento penale a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci;
b) aiutare alcuno, quando sia commesso un delitto punibile con l’ergastolo o la reclusione, ad eludere le investigazioni dell’Autorità, o a sottrarsi alle ricerche di questa;
c) indurre, con violenza o minaccia o con offerta o promessa di denaro o di altra utilità, a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci la persona chiamata a rendere davanti all’autorità giudiziaria dichiarazioni utilizzabili in un procedimento penale, quando questa ha la facoltà di non rispondere.

1.27 Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare

Nell’esercizio dell’attività sociale gli organi e dipendenti della Società non devono occupare alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno previsto, ovvero il cui permesso sia scaduto e del quale non sia stato chiesto, nei termini di legge, il rinnovo, revocato o annullato con particolare attenzione ai casi in cui i lavoratori occupati siano in numero superiore a tre o minori in età non lavorativa o sottoposti alle altre condizioni lavorative di particolare sfruttamento.

1.28 Corruzione tra privati

Nell’esercizio dell’attività sociale gli organi e dipendenti della Società non devono dare o promettere denaro o altra utilità a amministratori , direttori generali, dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, sindaci e liquidatori o soggetti sottoposti alla direzione o alla vigilanza di essi.